Secondo le analisi del CLAL, il mese di ottobre 2026 evidenzia un alleggerimento dei costi delle principali materie prime destinate all’alimentazione bovina e un lieve recupero dei costi delle razioni per le bovine da latte
Nel panorama zootecnico lombardo, il mese di ottobre 2026 si chiude con un segnale di forte tensione sul fronte dei costi di alimentazione. Per le bovine da latte (con una produzione media stimata di 33 litri/giorno e un’ingestione di 23,8 kg/capo di sostanza secca), la curva del costo giornaliero della razione torna a salire in modo deciso, infrangendo la fase di stabilità estiva.
L'andamento varia sensibilmente a seconda del profilo alimentare adottato nelle stalle regionali:
- Razione C (Parmigiano Reggiano): Si conferma la più onerosa, spinta dal rigido disciplinare e dal costo dei foraggi nobili, avvicinandosi a quota 6,84 €/capo/giorno.
- Razioni A e B (Grana Padano / Latte Alimentare): Mostrano una spinta rialzista che le porta a stazionare rispettivamente tra i 6,24 e i 6,63 €.
- Razione D (Alta quota foraggera aziendale): Pur registrando aumenti, riesce a contenere la spesa attorno ai 5,99 €, dimostrando quanto l'autosufficienza aziendale faccia da scudo alle turbolenze dei mercati.
Fonte: CLAL.it
Il confronto con Settembre 2026
Rispetto al mese precedente, il grafico evidenzia un’inclinazione nettamente verso l’alto, con rincari diffusi tra il +3% e il +5% su tutte le tipologie di razione.
Il confronto con Ottobre 2025
Allargando lo sguardo a dodici mesi fa, la forbice si amplia ulteriormente: il costo delle razioni risulta superiore del +7% - +10% rispetto ad ottobre 2025. Sebbene si resti fortunatamente distanti dai picchi drammatici del biennio 2022-2023, la tendenza rialzista dell'ultimo anno torna a erodere i margini operativi degli allevatori lombardi, riproponendo la sfida strategica della gestione dell'alimentazione in stalla.