La cooperativa danese chiude il primo semestre con ricavi a 7,6 miliardi di euro. Skyr, cottage cheese e shake proteici compensano il calo dei prezzi del latte.
Arla ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi in lieve aumento a 7,6 miliardi di euro, contro i 7,5 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno. A sostenere il risultato è stata soprattutto la crescente domanda di prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto proteico, che ha contribuito a compensare la pressione esercitata dal calo dei prezzi del latte.
La crescita ha interessato sia i prodotti destinati direttamente al consumo, come skyr, cottage cheese e shake proteici, sia gli ingredienti ad alto contenuto proteico forniti all’industria alimentare per la produzione di diversi alimenti e bevande. Un andamento che riflette il crescente interesse dei consumatori verso prodotti percepiti come nutrienti, sazianti e adatti a un’alimentazione orientata al maggiore apporto di proteine.
Secondo Arla, questa tendenza dovrebbe proseguire anche nella seconda metà dell’anno, sostenendo la domanda in un mercato ancora caratterizzato dalla pressione sui prezzi del latte. Il gruppo aveva già collegato, almeno in parte, la maggiore richiesta di prodotti proteici alla crescente diffusione dei farmaci per la perdita di peso, il cui utilizzo sta contribuendo a modificare le abitudini alimentari e le preferenze di consumo. In questo scenario, Arla punta quindi a beneficiare della maggiore attenzione verso alimenti ad alto contenuto proteico, sia nel segmento consumer sia nella fornitura di ingredienti destinati all’industria.