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First Milk lancia una strategia innovativa per la tutela delle acque in 700 aziende lattiero-casearie

First Milk lancia una strategia innovativa per la tutela delle acque in 700 aziende lattiero-casearie

First Milk ha annunciato il lancio di una nuova strategia per la protezione delle risorse idriche che coinvolgerà le sue 700 aziende agricole associate, introducendo un approccio innovativo basato sui dati per affrontare una delle principali sfide del settore lattiero-caseario: misurare e gestire in modo pratico e coerente i rischi per la qualità dell’acqua a livello aziendale e di singolo appezzamento.

Il progetto combina due strumenti complementari sviluppati negli ultimi due anni: il nutrient footprinting e la mappatura del rischio tramite immagini satellitari. L’obiettivo è individuare le aree in cui la pressione dei nutrienti e il rischio ambientale si sovrappongono, consentendo di concentrare interventi e supporto dove possono generare il maggiore beneficio per fiumi e corsi d’acqua, senza compromettere la produttività delle aziende.

Al centro della strategia vi è il nutrient footprinting, una metodologia che monitora il flusso di azoto e fosforo all’interno del sistema agricolo. Questo strumento permette di identificare i punti in cui i nutrienti vengono utilizzati in modo efficiente e quelli in cui eventuali squilibri potrebbero generare pressioni ambientali non necessarie. I risultati forniscono agli allevatori indicazioni pratiche per migliorare sia l’efficienza delle risorse sia le performance ambientali delle aziende. L’integrazione con la mappatura satellitare consente inoltre di valutare il rischio di trasferimento dei nutrienti verso i corsi d’acqua. Le mappe analizzano ogni appezzamento sulla base di fattori come la pendenza del terreno e la vicinanza a fiumi e torrenti, aiutando gli agricoltori a individuare le aree maggiormente vulnerabili.

Secondo First Milk, questa combinazione di strumenti rappresenta uno dei più ampi database dedicati alle acque dolci disponibili nel settore lattiero-caseario britannico e offre un metodo pratico e scalabile per identificare, prioritizzare e gestire i rischi per la qualità dell’acqua a livello di bacino idrografico.

I primi risultati dell’analisi evidenziano come le aziende con un’impronta nutrizionale più contenuta riescano a raggiungere livelli di produzione del latte simili a quelli delle aziende con valori più elevati. Un dato che suggerisce come produttività e tutela ambientale possano procedere di pari passo.

Lo studio ha inoltre individuato differenti fattori responsabili degli squilibri nutrizionali. La pressione legata all’azoto risulta maggiormente influenzata dall’uso del suolo, dalla fertilizzazione e dalla densità di allevamento, mentre quella relativa al fosforo appare più strettamente collegata all’alimentazione animale e all’efficienza nell’utilizzo dei mangimi.

La nuova strategia si inserisce nel più ampio programma di agricoltura rigenerativa di First Milk, che già promuove pratiche come il pascolamento rotazionale, il mantenimento di radici vive nel terreno, il miglioramento della struttura del suolo e la protezione dei corsi d’acqua attraverso sistemi di recinzione dedicati.

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