Secondo le analisi di CLAL, la domanda internazionale resta sostenuta e conferma la specializzazione di alcune aree produttive, con UE, Oceania e Stati Uniti che concentrano gran parte del commercio mondiale espresso in equivalente latte.
Importazioni mondiali: il Sud-Est Asiatico traina la domanda
Nel periodo gennaio-marzo 2026 le importazioni mondiali dei principali prodotti lattiero-caseari raggiungono circa 5,4 milioni di tonnellate, in aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il Sud-Est Asiatico si conferma la principale area di destinazione del commercio internazionale, con oltre 2,7 milioni di tonnellate importate, pari a circa il 39% del totale mondiale. Seguono Africa, Europa extra UE, America Centro-Sud e Caraibi e Medio Oriente.
A livello geografico, particolarmente rilevanti risultano:
- l’incremento delle importazioni di formaggi in America Centro-Sud e Caraibi (+24,9%);
- la crescita della domanda di FFMP in Asia-Medio Oriente (+20,6%);
- il calo delle importazioni europee di latte sfuso e confezionato (-9,0%).

Fonte: CLAL.it
Produzione mondiale ed export in equivalente latte (solo annuale)
L’analisi del commercio mondiale in equivalente latte evidenzia una forte concentrazione delle esportazioni in alcune aree produttive.
L’Europa rappresenta il principale bacino produttivo mondiale, con il 19% della produzione di latte, e detiene il 31% del commercio internazionale espresso in equivalente latte.
L’Oceania presenta invece il maggiore livello di specializzazione: pur producendo soltanto il 4% del latte mondiale, controlla il 31% dell’export globale in equivalente latte. Questo dato conferma la forte vocazione esportatrice di Australia e Nuova Zelanda.
Il Nord America produce il 14% del latte mondiale e realizza il 18% delle esportazioni, mentre l’Europa extra UE contribuisce per il 10% della produzione e per il 6% degli scambi internazionali.
L’Asia, che rappresenta circa il 28% della produzione mondiale di latte, mostra invece una presenza molto limitata nel commercio internazionale, a conferma della forte domanda interna che assorbe gran parte della produzione.
UE-27: esportazioni in ripresa nel primo quadrimestre
Nel periodo gennaio-aprile 2026 le esportazioni lattiero-casearie dell’Unione Europea raggiungono circa 2,5 milioni di tonnellate, con un incremento del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
I formaggi si confermano la principale voce dell’export europeo, con 476 mila tonnellate esportate e una crescita del 5,5%.
Tra i comparti più dinamici si segnalano:
- Burro e altri grassi: +33,3%.
- Yogurt e latticello: +9,8%.
- SMP (latte scremato in polvere): +8,9%.
- Latte sfuso e confezionato: +8,0%.
- FFMP: +5,8%.
In controtendenza risultano:
- Whey: -3,5%.
- Latte per l’infanzia: -2,7%.
- Latte condensato: -2,4%.
- Crema di latte: -5,2%.
L’evoluzione delle esportazioni evidenzia una domanda internazionale ancora sostenuta per i prodotti europei a maggiore valore aggiunto, in particolare formaggi, grassi e prodotti fermentati.
Fonte: CLAL.it