Il settore lattiero-caseario europeo mostra segnali di rafforzamento nei primi mesi del 2026. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea (DG AGRI), la raccolta di latte bovino nell'Unione Europea è cresciuta del 4,4% nel periodo gennaio-marzo rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenendo un aumento della produzione di diversi derivati lattiero-caseari.
Produzione europea in aumento
L'incremento della disponibilità di latte si riflette sulle produzioni industriali. Nei primi due mesi del 2026 la produzione europea di latte scremato in polvere (SMP) è aumentata del 15,5%, mentre il burro ha registrato una crescita del 10,4%. Positivo anche l'andamento del formaggio (+4,7%). Al contrario, risultano in lieve contrazione la produzione di latte intero in polvere (WMP), latte fermentato e alcuni prodotti freschi. La maggiore disponibilità di materia prima è favorita da una crescita diffusa della raccolta in numerosi Stati membri, con incrementi particolarmente significativi nell'Europa centrale e orientale.

Prezzo del latte: l'Europa mantiene il vantaggio competitivo
A marzo 2026 il prezzo medio del latte alla stalla nell'UE si è attestato a 43,1 euro per 100 kg, confermandosi superiore rispetto alla Nuova Zelanda (33,8 €/100 kg) e agli Stati Uniti (37,3 €/100 kg).
Nonostante una lieve flessione mensile (-1,9%), il livello dei prezzi rimane storicamente elevato e garantisce una buona redditività agli allevatori europei. Il prezzo spot del latte in Italia, rilevato sul mercato di Lodi, si colloca a 35,3 €/100 kg a fine maggio.
Export europeo: cresce il burro, tiene il formaggio
Sul fronte commerciale emergono segnali incoraggianti. A gennaio 2026 le esportazioni europee di burro verso i Paesi terzi sono aumentate del 25% rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo oltre 21.700 tonnellate.
Anche le esportazioni di latte scremato in polvere mostrano una crescita del 9%, mentre quelle di latte intero in polvere avanzano del 2%. Rimangono sostanzialmente stabili le vendite di formaggi, che superano le 110 mila tonnellate.
Tra le principali destinazioni figurano:
- Regno Unito, che resta il principale mercato per i formaggi europei;
- Stati Uniti, dove le esportazioni di burro europeo sono quasi raddoppiate (+89%);
- Algeria, primo mercato per il latte scremato in polvere europeo;
- Medio Oriente e Sud-Est asiatico, che continuano a rappresentare aree strategiche per la crescita delle esportazioni.
Costi di produzione sotto osservazione
Sul fronte dei costi, si registra un aumento dei mangimi (+3,0% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti), mentre i costi energetici mostrano una riduzione del 2,4%.
Tuttavia, il prezzo del petrolio Brent rimane elevato, attestandosi a 116,7 dollari al barile, elemento che potrebbe continuare a esercitare pressioni sui costi logistici e produttivi lungo la filiera.
Prospettive per il resto dell'anno
Le prospettive per il settore lattiero-caseario europeo restano moderatamente positive. L'aumento della produzione di latte, la tenuta dei prezzi e la buona performance dell'export rappresentano fattori di sostegno per il mercato.
Rimangono tuttavia alcune incognite legate all'andamento della domanda cinese, alla volatilità energetica e all'evoluzione delle quotazioni internazionali dei prodotti lattiero-caseari. Se la crescita della raccolta continuerà ai ritmi attuali, il secondo semestre del 2026 potrebbe essere caratterizzato da una maggiore disponibilità di prodotto e da una pressione al ribasso sui prezzi delle commodity, pur mantenendo un quadro complessivamente favorevole per la filiera europea.