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Settore lattiero-caseario europeo: export in crescita grazie a burro e latte in polvere

Settore lattiero-caseario europeo: export in crescita grazie a burro e latte in polvere

Secondo l'ultimo Dairy Dashboard della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea, nei primi tre mesi del 2026 il settore lattiero-caseario europeo ha con segnali positivi, trainato dalla crescita dell'export di burro (+25%) e latte scremato in polvere (+9%)

Il 2026 si apre con segnali incoraggianti per il comparto lattiero-caseario europeo, sostenuto dalla crescita delle esportazioni e da un contesto produttivo complessivamente favorevole. I dati di gennaio evidenziano infatti una domanda internazionale vivace per alcuni dei principali prodotti lattiero-caseari comunitari, con il burro e il latte scremato in polvere che trainano l'export verso i mercati extra UE.

Le esportazioni europee mostrano andamenti differenziati a seconda delle categorie merceologiche. Nel gennaio 2026, il burro ha registrato un incremento del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, confermandosi il prodotto più dinamico. Positivo anche l'andamento del latte scremato in polvere, cresciuto del 9%, mentre il latte intero in polvere ha segnato un aumento più contenuto, pari al 2%. I formaggi, invece, hanno mantenuto volumi sostanzialmente stabili, confermando comunque la solidità della loro presenza sui mercati internazionali.

Tra le destinazioni più rilevanti emerge il ruolo degli Stati Uniti, che si confermano un mercato strategico per il burro europeo. Le importazioni statunitensi di questo prodotto sono infatti aumentate dell'89% rispetto a gennaio 2025, evidenziando una forte domanda per le produzioni comunitarie. Per il latte scremato in polvere spicca invece l'Algeria, dove gli acquisti sono cresciuti del 23%, rafforzando ulteriormente il posizionamento europeo nell'area nordafricana.

Anche sul fronte produttivo mondiale si registrano dinamiche differenti tra i principali Paesi esportatori. La Nuova Zelanda continua a rafforzare la propria leadership, con una produzione lattiera cresciuta del 3,4% nel periodo compreso tra giugno 2025 e marzo 2026. Positivo anche il dato degli Stati Uniti, che nel primo trimestre del 2026 hanno aumentato la produzione del 2,9%. In controtendenza l'Australia, che registra una lieve flessione dello 0,7%, penalizzata dalle difficoltà climatiche e dall'aumento dei costi di produzione.

Per quanto riguarda i costi aziendali, gli allevatori europei possono beneficiare di un alleggerimento della spesa energetica. I costi dell'energia risultano infatti in calo del 2,7% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti, contribuendo a migliorare la sostenibilità economica delle aziende. Rimane invece sotto osservazione il costo dei mangimi, aumentato del 3,4%, fattore che continua a incidere sulla redditività degli allevamenti.

Sul piano macroeconomico, il prezzo del petrolio Brent europeo si mantiene intorno ai 98 dollari al barile, mentre il cambio euro-dollaro si attesta a 1,154, elementi che influenzano sia i costi produttivi sia la competitività delle esportazioni.

Nel complesso, il settore lattiero-caseario europeo affronta il 2026 in una posizione favorevole. L'aumento della raccolta di latte, il buon livello dei prezzi e la tenuta dell'export contribuiscono a rafforzare la competitività delle filiere comunitarie sui mercati mondiali. Le principali incognite restano legate all'evoluzione della domanda internazionale, alle tensioni geopolitiche e all'andamento dei costi alimentari. Tuttavia, i risultati del primo trimestre delineano un comparto in crescita, capace di mantenere un ruolo centrale nel commercio globale dei prodotti lattiero-caseari.

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