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UE: nel 2026 produzione stabile, stimata a 148,6 milioni di tonnellate di latte

UE: nel 2026 produzione stabile, stimata a 148,6 milioni di tonnellate di latte

le previsioni pubblicate dal Foreign Agricultural Service (FAS) del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) per il settore lattiero-caseario europeo

Meno vacche, ma maggiore produttività

Nonostante la riduzione dei costi dei mangimi, numerose aziende di piccole dimensioni stanno abbandonando l'attività a causa della diminuzione dei prezzi del latte alla stalla, delle persistenti emergenze sanitarie e delle sempre più stringenti normative ambientali. Di conseguenza, si prevede che il numero di vacche da latte nell'UE sia destinato a diminuire dello 0,7% nel 2026 rispetto all'anno precedente.

La contrazione del patrimonio bovino sarà però compensata da un aumento della produttività degli animali. Le consegne di latte vaccino sono infatti previste a 148,6 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,1% rispetto al 2025. Dopo un avvio d'anno caratterizzato da una buona dinamica produttiva, la crescita dovrebbe rallentare nei mesi successivi, penalizzata dalla pressione sui margini degli allevamenti, causata dalla contemporanea diminuzione dei prezzi del latte e dall'aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti.

Consumi latte in calo, aumento della trasformazione

Sul fronte della domanda, il consumo di latte alimentare è previsto in diminuzione dello 0,7%, attestandosi a 23,1 milioni di tonnellate. Parallelamente, l'utilizzo industriale del latte dovrebbe invece aumentare dello 0,2%, grazie alla maggiore disponibilità di materia prima.

Il formaggio resta il protagonista

Anche nel 2026 il formaggio si conferma il principale obiettivo strategico dell'industria lattiero-casearia europea. La combinazione di una domanda interna solida e di esportazioni ancora sostenute favorirà un ulteriore aumento della produzione.

La produzione di formaggi nell'UE-27 dovrebbe raggiungere gli 11 milioni di tonnellate, con una crescita dello 0,8% rispetto al 2025. Gran parte dell'incremento sarà assorbita dal mercato interno, sostenuto dalla ripresa del settore turistico e della ristorazione.

Le esportazioni, invece, sono previste a 1,4 milioni di tonnellate, in lieve diminuzione (-1,5%). A frenare il commercio internazionale contribuiranno le tensioni geopolitiche e commerciali, che stanno determinando un aumento dei costi logistici. Tuttavia, nuove opportunità potrebbero emergere dagli accordi di libero scambio conclusi dall'Unione Europea con diversi Paesi partner.

Burro in calo, pesano le scorte

La produzione di burro nell'UE-27 è prevista a 2,15 milioni di tonnellate nel 2026, con una contrazione dell'1,4% rispetto all'anno precedente. Le maggiori marginalità offerte dalla produzione casearia spingeranno infatti i trasformatori a destinare una quota crescente del latte alla produzione di formaggi.

Inoltre, le consistenti scorte accumulate nel 2025 contribuiranno a soddisfare sia la domanda interna sia quella estera. Anche il consumo domestico di burro è atteso in lieve calo (-1,3%), dopo il forte sostegno registrato nel 2025 grazie alla diminuzione dei prezzi al consumo.

Le esportazioni europee di burro dovrebbero diminuire del 4,1%, penalizzate sia dall'assorbimento della produzione da parte del mercato interno sia dall'aumento dei costi di trasporto.

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