Secondo le analisi del CLAL, il mese di giugno 2026 ha evidenziato un diffuso aumento dei costi dell’energia e delle principali materie prime industriali, confermando un contesto di mercato caratterizzato da tensioni sui prezzi e da una crescente volatilità degli input produttivi. I rialzi registrati interessano diversi comparti e continuano a incidere sui costi di produzione e sulla competitività delle filiere industriali e agroalimentari.
Nel mese di giugno 2026 il mercato dell’energia e delle materie prime industriali evidenzia un quadro caratterizzato da forti tensioni rialziste su gran parte dei comparti energetici e delle materie prime destinate all’industria manifatturiera. L’analisi degli ultimi dati disponibili mostra aumenti significativi soprattutto per energia elettrica, gas naturale e petrolio, mentre alcuni materiali industriali presentano dinamiche più contenute o addirittura in lieve flessione.
Energia elettrica: crescita vicina al 25%
Il prezzo dell’energia elettrica sul mercato europeo ha raggiunto quota 86,51 €/MWh, registrando un incremento del 24,97% rispetto al mese precedente. L’aumento riflette il rafforzamento della domanda energetica e le tensioni sui mercati delle fonti primarie, con effetti diretti sui costi di produzione industriale.
Gas naturale in forte rialzo
Il gas naturale quotato presso l’hub TTF europeo si attesta a 47,68 €/MWh, segnando una crescita del 40,58% su base mensile. Si tratta di uno degli incrementi più consistenti rilevati nel periodo e rappresenta un elemento di particolare attenzione per le imprese energivore, soprattutto nei settori della ceramica, della metallurgia e dell’industria alimentare.
Petrolio Brent: ritorno sopra i 98 dollari
Il petrolio Brent raggiunge una quotazione di 98,70 dollari al barile, con un aumento del 38,15% rispetto al mese precedente. L’incremento del greggio contribuisce a sostenere i costi della logistica, dei trasporti e delle produzioni industriali ad alta intensità energetica.
Legname: lieve correzione negativa
In controtendenza rispetto al comparto energetico, il legname da costruzione (LBS) si attesta a 558 dollari per unità, registrando una diminuzione del 1,50% rispetto al mese precedente. Il dato suggerisce una fase di stabilizzazione del mercato dopo le oscillazioni degli ultimi anni.
Alluminio in moderata crescita
Il prezzo dell’alluminio sale a 2.199,70 dollari per tonnellata, con una variazione positiva del 17,47%. L’incremento interessa numerosi comparti industriali, dall’automotive all’imballaggio, e contribuisce all’aumento dei costi delle produzioni manifatturiere.
PET e materie plastiche in aumento
Il PET destinato alla produzione di imballaggi registra una quotazione di 881,03 euro per tonnellata, in crescita del 35,88% rispetto al mese precedente. L’aumento dei costi delle materie plastiche potrebbe riflettersi nei settori del packaging alimentare e dei beni di consumo.
Vetro float in calo
Il vetro float mostra invece un andamento opposto rispetto alla maggior parte delle materie prime considerate. La quotazione si attesta a 13,02 euro per metro quadrato, con una diminuzione del 6,39% rispetto al mese precedente.
Un quadro complessivamente inflazionistico
L’andamento di giugno 2026 evidenzia un contesto di generale rialzo dei costi energetici e delle principali materie prime industriali. Energia elettrica, gas naturale e petrolio rappresentano i principali fattori di pressione sui costi di produzione, mentre alcune materie prime come il legname e il vetro mostrano segnali di maggiore stabilità.
Per le imprese manifatturiere e per le filiere agroalimentari, il monitoraggio continuo di questi indicatori rimane essenziale per valutare gli effetti sui costi produttivi, sui margini aziendali e sulle future strategie di approvvigionamento.