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Il conflitto in Medio Oriente e le sue conseguenze sul commercio lattiero-caseario europeo

Il conflitto in Medio Oriente e le sue conseguenze sul commercio lattiero-caseario europeo

Il 27 marzo si è svolta la 55ª riunione del Comitato economico dell’Osservatorio del Mercato del Latte (MMO) della Commissione europea, alla quale hanno partecipato i principali rappresentanti della filiera lattiero-casearia, tra cui COPA-COGECA, European Milk Board, European Dairy Association, Eucolait ed Eurocommerce. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come il conflitto in Medio Oriente stia producendo impatti rilevanti sulle catene globali di approvvigionamento, con conseguenze particolarmente significative per il settore lattiero-caseario europeo. Le tensioni geopolitiche, aggravate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, stanno infatti modificando equilibri commerciali consolidati e generando nuove criticità per produttori ed esportatori.

Aumento dei costi e interruzioni logistiche

Uno degli impatti più immediati riguarda l’impennata dei costi energetici e dei fertilizzanti, fattori che incidono direttamente sull’intera filiera lattiero-casearia. A ciò si aggiungono gravi disagi logistici: le rotte commerciali risultano compromesse e i costi di trasporto marittimo sono aumentati sensibilmente, aggravati da premi assicurativi più elevati e dalla necessità di percorsi alternativi più lunghi e complessi.

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha costretto gli operatori a cercare soluzioni alternative, come l’utilizzo del porto di Jeddah sul Mar Rosso. Tuttavia, questa opzione presenta limiti di capacità e costi molto elevati, oltre a tempi di transito più lunghi. Altri corridoi logistici, come quelli attraverso Oman, Giordania o Turchia, restano incerti e poco sviluppati.

Riduzione della domanda nei Paesi del Golfo

Le difficoltà logistiche si combinano con un probabile calo della domanda nei mercati del Golfo. La regione, fortemente dipendente dalle importazioni alimentari (tra l’80% e il 90%), sta affrontando una riduzione del turismo, del traffico aereo e della presenza di lavoratori espatriati. Questo contesto, unito all’inflazione e all’aumento dei costi energetici, potrebbe portare a una diminuzione dei consumi di prodotti lattiero-caseari o a una “trading down”, ovvero alla scelta di prodotti più economici.

Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla sospensione delle esportazioni di prodotti lattiero-caseari da parte dell’Iran, che contribuisce a ridurre ulteriormente l’offerta disponibile nella regione.

Il ruolo strategico dei Paesi del Golfo

Nonostante le difficoltà, i Paesi del Golfo restano mercati fondamentali per il commercio lattiero-caseario globale. Essi rappresentano circa il 6% degli scambi mondiali del settore e il 7% delle esportazioni dell’Unione Europea. Tra i principali importatori figurano Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait.

Nel 2025, i flussi verso questi mercati hanno riguardato una vasta gamma di prodotti, tra cui formaggi, latte in polvere (intero e scremato), burro, siero di latte e formule per lattanti. Alcuni prodotti, come il burro e il latte intero in polvere, presentano una quota significativa del commercio globale destinata proprio a questi Paesi.

Esportazioni europee e concorrenza internazionale

L’Unione Europea mantiene una posizione competitiva grazie a un portafoglio prodotti diversificato, caratterizzato da prodotti ad alto valore aggiunto e marchi riconosciuti. Questo approccio la distingue da altri grandi esportatori come la Nuova Zelanda, che concentra gran parte delle proprie esportazioni sul latte intero in polvere.

Tuttavia, le difficoltà attuali stanno mettendo sotto pressione anche gli esportatori europei. Le spedizioni verso l’Arabia Saudita restano possibili, ma con costi molto più elevati, mentre i mercati più piccoli del Golfo risultano più difficili da raggiungere a causa della minore esperienza con rotte alternative.

Prospettive e necessità di adattamento

Alla luce di queste dinamiche, diventa fondamentale individuare soluzioni per garantire la continuità dell’approvvigionamento alimentare nei Paesi del Golfo e la stabilità del commercio internazionale. Il settore lattiero-caseario europeo dovrà adattarsi rapidamente, diversificando le rotte logistiche, ottimizzando i costi e rafforzando la resilienza delle proprie catene di fornitura.

In un contesto globale sempre più instabile, la capacità di risposta del settore sarà determinante per mantenere la competitività e assicurare la sicurezza alimentare nelle regioni fortemente dipendenti dalle importazioni.

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