Secondo le analisi del CLAL, il mese di giugno 2026 evidenzia un alleggerimento dei costi delle principali materie prime destinate all’alimentazione bovina e un lieve recupero dei costi delle razioni per le bovine da latte.
Nel mese di giugno 2026 il costo dell’alimento simulato destinato alle bovine da latte in Lombardia registra una flessione rispetto al mese precedente, mentre i costi delle razioni mostrano segnali di moderata ripresa dopo la fase di stabilizzazione osservata nel corso del 2025.
Alimento simulato e latte alla stalla: il costo scende del 6,7%
L’indicatore dell’“alimento simulato”, costruito sulla base di una miscela composta da 70 kg di granoturco nazionale e 30 kg di soia nazionale, evidenzia a giugno 2026 un valore pari a 29,44 euro per 100 kg.
Rispetto a maggio 2026, il costo dell’alimento simulato registra una diminuzione del 6,67%, confermando una fase di alleggerimento dei costi delle principali materie prime destinate all’alimentazione bovina.
La riduzione è riconducibile soprattutto alla componente proteica. La soia nazionale, che rappresenta circa il 42% del costo totale della miscela nel mese di giugno, mostra una variazione mensile negativa pari al -13,19%. Anche il granoturco nazionale registra una flessione, seppure più contenuta, pari al -1,41%.
Il differenziale tra il costo dell’alimento simulato e il valore del latte alla stalla continua a mantenersi favorevole agli allevamenti lombardi. Il prezzo del latte alla stalla in Lombardia, riferito a maggio 2026, si attesta infatti a 45,59 euro per 100 kg, un livello nettamente superiore al costo della miscela alimentare considerata.
Fonte: CLAL.it
Razioni bovine da latte: lieve aumento nell’ultimo mese
L’analisi delle cinque tipologie di razione considerate per la realtà lombarda evidenzia nel corso dei primi mesi del 2026 un progressivo recupero dei costi dopo la fase di stabilità osservata nella seconda metà del 2025.
Le razioni considerate sono:
- Razione A: latte alimentare e Grana Padano;
- Razione B: latte alimentare e Grana Padano con maggiore presenza di foraggi di qualità;
- Razione C: Parmigiano Reggiano;
- Razione D: latte alimentare e Grana Padano con minore utilizzo di insilati;
- Razione E: latte alimentare senza impiego di insilati.
Fonte: CLAL.it
Nel mese di giugno si osserva un moderato incremento dei costi rispetto a maggio, con aumenti che interessano tutte le tipologie di razione. L’incremento risulta tuttavia contenuto e si inserisce all’interno di un quadro ancora distante dai livelli massimi registrati tra il 2022 e il 2023.
La Razione C, tipica degli allevamenti destinati alla produzione di Parmigiano Reggiano, continua a rappresentare la soluzione più costosa, mentre la Razione D si conferma quella economicamente più contenuta.
Le razioni con maggiore impiego di foraggi di qualità e minore utilizzo di insilati mantengono costi superiori, ma il differenziale tra le diverse tipologie appare oggi più contenuto rispetto ai picchi registrati negli anni precedenti.
Prospettive
L’ultimo aggiornamento conferma un contesto relativamente favorevole per la zootecnia da latte lombarda. La diminuzione del costo dell’alimento simulato contribuisce a migliorare i margini aziendali, mentre l’incremento delle razioni osservato nell’ultimo mese appare al momento limitato. L’evoluzione dei mercati delle materie prime agricole e proteiche continuerà a rappresentare il principale fattore di attenzione per gli allevamenti nei prossimi mesi, influenzando direttamente il costo delle razioni e la redditività delle aziende da latte lombarde.