Il governo olandese ha presentato un nuovo e ambizioso pacchetto di misure per la riduzione delle emissioni di azoto, con l'obiettivo di tutelare gli ecosistemi, sbloccare il rilascio di permessi per attività agricole, edilizie e industriali e garantire un futuro più sostenibile per il comparto agroalimentare.
Il piano, sostenuto da un investimento complessivo di 20 miliardi di euro, introduce tra le principali novità uno standard territoriale per gli allevamenti da latte pari a 2,6 Unità di Bestiame Adulto (UBA) per ettaro (2.6 GVE/ha nella terminologia olandese).
Nuovi standard per gli allevamenti da latte
Oltre al limite di densità zootecnica, il governo propone un nuovo standard sulle emissioni di ammoniaca per le aziende lattiero-casearie. Entro il 2035, gli allevamenti dovranno rispettare un limite di 0,164 kg di ammoniaca per ogni diritto al fosfato.
Il diritto al fosfato rappresenta il sistema di quote adottato nei Paesi Bassi, che autorizza un allevatore a produrre un chilogrammo di fosfato derivante dai reflui bovini ogni anno. Una vacca da latte corrisponde generalmente a una produzione compresa tra 32 e 49 kg di fosfato annui, a seconda della produzione di latte. Secondo i parametri olandesi, una bovina che produce circa 9.000 kg di latte all'anno equivale a 43,5 kg di fosfato.
Per gli allevamenti avicoli, suinicoli e di vitelli da carne, gli standard specifici saranno definiti all'inizio del 2027.
Due miliardi di euro per sostenere gli agricoltori
Per accompagnare il settore nella transizione, il governo ha stanziato 2 miliardi di euro destinati a finanziare interventi di riduzione delle emissioni.
Tra le misure previste figurano il miglioramento dell'alimentazione animale, l'adeguamento delle strutture di allevamento, una gestione più efficiente dei reflui zootecnici, l'estensificazione delle aziende agricole e programmi di chiusura volontaria delle imprese.
Secondo la rivista specializzata olandese Boerderij, gli allevatori da latte potranno inoltre soddisfare il requisito dei 2,6 UBA per ettaro anche attraverso accordi di collaborazione con aziende cerealicole situate entro un raggio di 25 chilometri, ampliando così le possibilità di conformarsi alle nuove norme.
Coinvolti anche industria, trasporti e filiera alimentare
Il programma non riguarda esclusivamente l'agricoltura. Il governo ha infatti previsto ulteriori 250 milioni di euro per interventi di riduzione delle emissioni di azoto nei settori dell'industria e dei trasporti, fissando un obiettivo di riduzione del 50% entro il 2035.
L'esecutivo intende inoltre coinvolgere la filiera agroalimentare, invitando supermercati e aziende di trasformazione ad aumentare la domanda di prodotti biologici e sostenibili, così da favorire la transizione del sistema agricolo verso modelli produttivi a minore impatto ambientale.